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La paura

Indice articoli

EFFETTO TUNNEL E ALTERAZIONE DELLA PERCEZIONE UDITIVA:
Sotto l'effetto dell'adrenalina, le pupille si dilatano per far entrare più luce, la muscolatura intorno agli occhi si contrae per migliorare la messa a fuoco sulla minaccia. Come risultato si ha la perdita della visione periferica, con tutti i rischi che ciò comporta durante un'aggressione.
Come detto il cervello primordiale elimina ogni funzione non necessaria in un momento di contingenza estrema. Tra queste funzioni non primarie c'è la percezione uditiva. Durante un'aggressione quello che ci sta di fronte magari ci minaccia, ma l'attacco vero e proprio potrebbe prevenire da un complice che ci prende alle spalle.
Sarà improbabile accorgersene in tempo se l'effetto tunnel ci inibisce la visione periferica, infatti difficilmente sentiremo il rumore di chi è dietro di noi, i suoni diverranno ovattati, come se le voci udite provenissero da lontano. Oppure come se tutta la scena si svolgesse sott'acqua, con i suoni attutiti e rimbombanti.
Sotto l'effetto detto "tunnel" alcune persone intervistate che ne avevano subito le cause ricordano la sensazione di aver vissuto e visto la scena attraverso un binocolo o con l'occhio di una telecamera con inquadratura ridotta. Ciascuna sequenza dell'episodio veniva ricordata come fatta di primi piani. La mente sopraffatta dal terrore aveva focalizzato solo un frangente o un particolare dell'accaduto.
Così la vittima di una rapina a mano armata potrebbe ricordare il buco della canna della pistola spianata come se fosse abnorme, quasi fosse il vivo di volata di un cannone, piuttosto che una donna aggredita da uno stupratore ricordare le mani che cercavano di afferrarla come fossero quelle di un gigante.
Questo "effetto primo piano" caratteristico dell'effetto tunnel ha come conseguenza il fatto che le persone aggredite tendano a percepire il loro aggressore ben più grosso e minaccioso di quanto sia in realtà. E' evidente come questo peggiori ulteriormente la percezione di pericolo e renda la persona ancora più a rischio di cadere nel panico.

 

DIMINUZIONE DELLA SENSIBILITA' DEL DOLORE:
A livello fisiologico gli studi scientifici sull'organismo umano hanno accertato che in preda ad un grande terrore e relativo aumento dell'adrenalina il dolore viene sopportato dal corpo in maniera impressionante, nonostante il soggetto subisca profonde ferite il proprio cervello annulla momentaneamente la sensazione di sofferenza acuta, a volte il soggetto non si rende neppur conto della perdita di un arto, sembrerebbe assurdo crederlo ma è una realtà.
Purtroppo questo effetto "anestetico" si può rilevare anche in soggetti sotto effetto di droghe o alcol, considerazioni che vanno tenute ben presenti se ci dovessimo trovare davanti un soggetto minaccioso e allucinato dagli effetti delle sostante alteranti che ha in corpo.

 

BLOCCO MENTALE:
Ognuno di noi in preda al panico si pone, urlando, una domanda:"Adesso come reagisco?"
Tra le funzioni cognitive ad essere principalmente coinvolte dal senso di terrore ci sono in primis la memoria e poi la capacità di ragionamento.
Per fare un semplice esempio basti pensare agli esami di scuola o qualsiasi altro tipo di test della vita dove la nostra preparazione e gli eventi erano alla base del risultato, in quei casi molti di noi si sono trovati in stato confusionale, bocca "impastata", gola secca, memoria azzerata, vista offuscata.
Come potete constatare il risultato è il medesimo che si potrebbe notare tra coloro che si trovano a dover affrontare un'aggressione vera, ma si sono allenati solo provando tecniche di combattimento convenzionali. Chi si è allenato in questo modo rischia, al momento di uno scontro reale, di trovarsi in preda al panico a chiedersi come porsi per essere in una posizione di guardia corretta. Troppe energie spese inutilmente nella ricerca di una postura perfetta, ma inefficace su strada. Mentre prepariamo la nostra bella difesa è probabile che il nostro aggressore ci abbia già neutralizzato assestandoci un colpo secco sul naso.

 

ERRATA PERCEZIONE DEL TEMPO:
Il tempo e le distanze sembrano dilatarsi a dismisura, si perde cioè la cognizione del tempo.
Durante delle interviste fatte a soggetti che avevano subito violenze le stesse ricordavano che per sfuggire all'inseguimento avevano percorso chilometri e chilometri, mentre tutto l'inseguimento era durato solo decine di metri.
Spesso i superstiti di risse ed aggressioni ricordano le fasi cruciali del dramma che li ha coinvolti come una sequenza al rallentatore. Descrivono l'intera sequenza di fatti come fosse durata minuti o addirittura ore, quando il tutto, in realtà, è durato solo pochi secondi. Alcuni lamentano l'interminabile ritardo dei soccorsi, anche quando l'intervento di polizia ed ambulanza è stato obiettivamente tempestivo.

 

PERDITA DELLA MOBILITÀ:
Durante una vera aggressione la vittima potrebbe provare la rigidità muscolare e la conseguente incapacità di svolgere movimenti sciolti e meditati.
Purtroppo, in molte arti marziali l'allenamento verte su tecniche articolate, che richiedono una buona dose di equilibrio e ottima preparazione motoria.
Prese convenzionali, proiezioni, leve articolari, richiedono una dose elevata di tempismo e molto allenamento per poterle mettere in atto in maniera efficace, nonché una grande coordinazione motoria di elevato livello fisico.
La nostra esperienza ci ha insegnato che nulla di tutto questo funziona. Chi si trova a reagire in modo "tecnico", secondo gli insegnamenti ricevuti, rischia di rispondere ad una aggressione con movimenti goffi, rigidi ed innaturali e soprattutto inutili ad abbattere il nemico.
Le uniche tecniche veramente utilizzabili in un contesto di difesa personale sono di tipo diretto e grossolano, cioè quelle prettamente istintive e senza fronzoli di esecuzione.

 

CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO CORPO:
Lo stress altamente devastante vissuto durante un'aggressione porta alcuni individui, che hanno subito il danno, a ricordare l'esperienza come un qualcosa di irreale, quasi come se l'evento fosse accaduto ad un altro e non a stessi.
A volte gli individui coinvolti percepiscono fatti e persone come se si trovassero a distanze diverse da quelle vere, come se galleggiassero in una bolla virtuale, separati dal loro corpo, osservano il succedersi degli eventi come in un dimensione ultra terrena. Un vero distacco mentale-corporale.

 

AMNESIA DA SHOCK:
Oltre all'alterata percezione del tempo e al blocco mentale, nei casi di shock emotivo più gravi non è raro assistere a casi di amnesia relativa a singoli eventi o all'intero episodio di aggressione che ha visto coinvolta la vittima. E' come se la vittima volesse cancellare l'episodio dalla propria mente.
Purtroppo quando sussistono tali amnesie o finte certezze su ciò che è accaduto è molto frequente che la persona distorca l'esatta realtà, creando false testimonianze o fornendo notizie dei fatti poco attendibili.

 

ALTERAZIONI DERMICHE:
Anche i sintomi di tipo dermico sono fondamentali e di facile riscontro.
Il corpo e il viso di una persona sotto l'effetto della paura hanno delle caratteristiche precise.
Il viso facilmente apparirà pallido (sbiancato in volto), la fronte si imperlerà di sudore (sudorazione fredda), le orecchie potrebbero divenire arrossate a causa della tensione emotiva che genera un maggiore flusso sanguigno.
Si potrebbero notare dei tremori gli arti a causa di una diminuzione della temperatura corporea, che il soggetto percepirà come una sensazione di freddo e di brividi in tutto il corpo.

 

SECCHEZZA DELLA CAVITA' ORALE (BOCCA SECCA):
La bocca secca è il problema opposto all'ipersalivazione, una condizione in cui si ha un eccesso di produzione di saliva. A volte questo sintomo può essere rivelato dal bisogno di deglutire, oppure dal bagnarsi le labbra con la lingua. Sembra una sensazione facilmente superabile, ma a volte questa incapacità porta al panico più totale. Sembra di non avere il controllo della propria persona, tanto da avere difficoltà a respirare.

 

PROBLEMI ALLA MUSCOLATURA:
L'adrenalina mette tutta la muscolatura scheletrica sotto tensione, questo potrebbe essere visibile dall'esterno, identificando la persona che ne subisce gli effetti, in quanto la stessa assume una postura rigida o manifestando tremori generalizzati, in particolar modo alle mani.
Anche la mimica facciale può essere alterata dalla tensione, il viso assume l'espressione tipica di chi vuole difendersi, aria corrucciata, sospettosa e guardinga. Non è raro che la persona sotto stress sviluppi dei tic nervosi incontrollabili, sotto forma di smorfie o tremori facciali incontrollabili. A volte si può, nei casi più gravi, alla paresi del soggetto.

 

RESPIRAZIONE ALTERATA:
Sotto stress il respiro aumenta in maniera esponenziale, questo perché il corpo asseconda il bisogno naturale dell'organismo di aumentare l'ossigeno necessario per affrontare quella determinata situazione di panico.
Dall'esterno è possibile accorgersi della paura di una persona perché il suo respiro tende ad essere breve e accelerato, ovvero notereste la parte superiore del torace che si solleva e si abbassa visibilmente e in maniera convulsiva.

 

ARITMIE E TACHICARDIA:
Sotto l'effetto dell'adrenalina il battito cardiaco accelera provocando l'aumento della pressione arteriosa che può essere notata all'esterno con rossore delle zone maggiormente vascolarizzate, in particolare i lobi delle orecchie. Non è raro accorgersi dell'accelerazione del cuore se lo sguardo si posa sul collo, dove è possibile notare la pulsazione delle arterie più superficiali, notereste le vene ingrossarsi in modo spaventoso e innaturale.
Sotto l'azione del sistema nervoso simpatico, non è infrequente che si manifestino aritmie cardiache, i cosiddetti "tuffi al cuore".

La paura dunque è un fenomeno universale perché colpisce tutti sia gli uomini sia gli animali e le reazioni che ne conseguono sono uguali per tutti, in termini di fuga, di attacco o paralisi.
Il primo passo per affrontare al meglio questo fenomeno è quello di accettare la paura come un evento normale, non vergognarsi quando le sensazioni negative che ne derivano ci assalgono all'improvviso. Il fatto di aver paura di fronte al pericolo è un fatto naturale che accompagna anche le persone ritenute coraggiose. La fuga di fronte ad un pericolo potenzialmente mortale non è una scelta disonorevole, ma potrebbe (se ce ne fossero i presupposti) l'unica scelta sensata.

Riassumendo, oltre all'allerta mentale da assumere (MAI ALLERTA BIANCA!), tenete ben presente alcuni aspetti:

Se provate paura NON vergognatevene, è una reazione normale.
Imparate a combattarla ed affrontata.
Imparate a identificatene i sintomi fisici e psichici in modo da non trovarvi spiazzati e disorientati quando si presentano.
Abituatevi a tutti i sintomi della paura in modo graduale, per esempio tramite attività sportive, oppure affrontando stress e paure per voi importanti, ad esempio parlate in pubblico, piuttosto che cercate di assistere ad un concerto se soffrite di agorafobia (paura della folla).
Studiate le vostre reazioni, in modo da capire la vostra modalità di risposta tipica di fronte al pericolo: attacco, fuga o blocco emotivo. Allenate quindi i vostri riflessi in modo da compensare tali tendenze. Se vi sentite meno sicuri ad attaccare parlatene con il vostro istruttore, troverà il modo di superare tali lacune.
Cercate di avere fiducia in voi stessi sia in termini fisici sia mentali. Senza diventare presuntuosi ricordate che non siete secondi a nessuno, alimentate questo pensiero positivo in voi.
Imparate una tecnica di rilassamento mentale rapido, pensate ad esempio a qualcosa che vi faccia stare bene, questo allenterà gli effetti dello stress acuto, permettendovi di ritrovare il possesso della vostra mente.
Curate molto la cosiddetta "igiene del pensiero", evitate di aggravare il vostro stress psicofisico con pensieri negativi o catastrofici. Pensare: "Adesso non ne esco vivo!" non ha mai aiutato nessuno a sopravvivere

Infine, è ovvio che per l'incolumità dell'allievo è praticamente impossibile in un corso riprodurre la stessa situazione di stress emotivo che potrebbe presentarsi durante un'aggressione vera, ma si può (senza arrivare a farsi male) simulare al meglio situazioni pericolose.
Purtroppo nei corsi di difesa tradizionali quello che manca nella quasi generalità dei casi è l'insegnamento di un'adeguata preparazione psicologica da parte dell'allievo, si tende ad insegnare solo tecniche e questo è un grave errore.
Durante i nostri allenamenti noi del sistema Combat scongiuriamo questo, simuliamo il più possibile situazioni realistiche, ricreando anche scenari di vita quotidiana all'interno delle nostre palestre. Gli istruttori del Sistema Combat seguono degli schemi di insegnamento univoci e progressivi e con i tempi giusti portano gli allievi ad avere una preparazione completa per la difesa personale.

Il nostro consiglio è quello di affidatevi a corsi specializzati dove gli allenamenti vengano svolti da professionisti capaci di farvi lavorare in sicurezza, ma sotto stress psicofisico.
Questo farà la differenza tra un corso normale e convenzionale e uno studiato su strada.
La salvaguardia della vostra incolumità sta in questa scelta.

i suoni divengono ovattati, come se le voci udite provenissero da lontano. Oppure come se tutta la scena si svolgesse sott'acqua, con i suoni attutiti e rimbombanti.

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